Un viaggio in Cina tra storia e futuro – Seconda parte
Dopo tombe, palazzi imperiali e templi ho fatto un balzo nel tempo: Shangai.
Questa megalopoli è il più importante centro finanziario e commerciale della Cina ed è l’emblema della Cina moderna: shopping sfrenato fino a tarda sera, grattacieli avveniristici, treni velocissimi (il Maglev, il treno a levitazione magnetica che collega l’aeroporto alla città, tocca i 432km/h ). Una passeggiata di sera sul Bund, il lungo fiume, riassume il fascino della città che offre da un lato gli edifici della città vecchia e , sulla sponda opposta, il carattere futuristico e geometrico dello skyline di Pudong.
Pudong, l’area di sviluppo della città moderna, ospita lo Shanghai World Financial Center, progetto dello studio Kohn Pedersen Fox, attualmente il grattacielo più alto di Shanghai con i suoi 492m e dalla cui terrazza panoramica al 100° piano si può ammirare la sconfinata metropoli, e di fronte la scintillante Jinmao Tower, alta 421 metri e con 88 piani.
Nel 2010 Shanghai ha ospitato l’Expo, il cui tema è stato Better city, better life (Città migliore, vita migliore). Vennero individuate cinque zone, ognuna ampia circa 50 ettari, mentre i padiglioni furono organizzati in otto gruppi, otto dei quali posizionati nella sezione Pudong e gli altri due nella sezione Puxi. Le autorità cittadine sono attualmente impegnate nell’approvazione di un piano che prevede di trasformare quattro dei padiglioni europei (quello francese, russo, spagnolo e italiano), modificando così il loro piano originale di demolire i padiglioni stranieri per trasformarli in centri di arte e cultura. A dicembre questi padiglioni non erano ancora visitabili ed era accessibile solo il Padiglione Cinese, sede di una mostra temporanea al piano terra, mentre il resto dell’area era praticamente inaccessibile per via delle transenne e deserta.
Tornando sull’altra riva dello Huangpu River ci attende il meraviglioso Giardino del Mandarino Yu con laghetti scintillanti e padiglioni colorati, circondato da un bazar dove è possibile perdersi fra i chiassosi negozi e soprattutto mangiare dei buonissimi ravioli in un piccolo chiosco facilmente riconoscibile per l’interminabile fila di persone che attendono il proprio turno.
Con la pancia piena si può quindi andare a visitare la Concessione francese, un tempo luogo di ritrovo di avventurieri e gangster, oggi un quartiere residenziale e per lo shopping. In particolare da vedere sono le aree di Tianzifang, con le sue case basse, vicoli stretti sormontati da un’impressionante matassa di cavi elettrici, negozi di artigianato e boutique, e di Xintiandì, costituito da case popolari basse erette all’inizio del Novecento oggi ricostruite e ristrutturate, meno affascinante e dall’aspetto più artificiale.
Per finire d’obbligo, almeno per me, una visita al Centro di Esposizioni del Piano Urbanistico di Shanghai, un museo che racconta la storia dello sviluppo della città e mostra, attraverso un fantastico plastico che occupa un’intera sala, la Shanghai del futuro.
Un breve salto nella Cina tradizionale per ammirare i giardini della città di Suzhou e i canali su cui si affacciano gli edifici tradizionali, i salici e le lanterne rosse della vicina piccola città di
Ultima tappa Honk Kong: grattacieli, giungla e luci a neon! Purtroppo un giorno è poco, anzi pochissimo per visitare la città e soprattutto per prendere “il suo ritmo”. Vale la pena salire con il Peak Tram, una funicolare che si arrampica fra la vegetazione rigogliosa, oltre i grattacieli, e osservare dal Victoria Peak (552m) la città.
Una volta tornati indietro ci si può perdere fra i grattacieli e i negozi eleganti, andare a visitare il Man Mo Temple incastonato fra gli edifici moderni e nella nebbia dell’incenso, per poi riattraversare il Victoria Harbour su uno dei traghetti della Star Ferry che dal 1888 fanno la spola tra Honk Kong e Kowloon e ammirare le luci della città fra la leggera nebbia.
(Qui la prima parte del viaggio)
Tag:Cina, giardino, grattacielo, Pudong, Shanghai, Suzhou
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